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Abril 2006
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26/04/2006
U ponedjeljak 24. 4. je Ured Ujedinjenih nacija za droge i zločin (UNODC) objavio izvještaj pod naslovom "Globalni uzorci trgovine ljudima". U njemu se identificira 127 zemalja porijekla, 98 zemalja tranzita i 137 zemalja odredišta te kriminalne aktivnosti, a tim zemljama se u svakoj od tri kategorije dodjeljuje jedna od pet ocjena: od vrlo nisko do vrlo visoko.
Més informacióTemes/Zones: [Europa del Sud-est] |
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26/04/2006
UNITED NATIONS, Apr 25 (OneWorld) - A major international environmental group is demanding the United Nations stop promoting nuclear technology in the world as a useful tool to tap energy resources.
Més informacióFont: OneWorld US Temes/Zones: [Energia] [Activisme] [Armes nuclears] |
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Més informació Font: Refugees International Temes/Zones: [Sudan] [Geopolítica] [Comerç d'armes] [Conflictes] [Pau] [Seguretat] |
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21/04/2006
Més informació
Font: OneWorld US Temes/Zones: [Drets Humans] [Ètica / Sistemes de valors] [Geopolítica] [Comerç d'armes] [Conflictes] [Resolució de conflictes] [Pau] [Seguretat] |
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18/04/2006
The UN Special Rapporteurs have expressed concern about the impact of the raising of the Narmada dam on the displacement of people and the submergence of villages in the Narmada valley. The rapporteurs have, in a press release, urged the Indian government to take immediate steps to ensure that raising the dam height will not result in the violation of the human rights of those affected.
Més informacióTemes/Zones: [Índia] [Terra] [Habitatge] [Drets Humans] |
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18/04/2006
Dopo che Canada, Stati Uniti e Unione Europea hanno deciso di sospendere gli aiuti finanziari all’Autorità Nazionale Palestinese in seguito alla vittoria di Hamas alle elezioni legislative, un forte appello alla comunità internazionale a non boicottare gli aiuti per il popolo palestinese è stato lanciato dai 13 patriarchi e capi cristiani di Gerusalemme con il Messaggio pasquale 2006. “Non si può boicottare un popolo già gravato da oppressioni e ingiustizie. La comunità internazionale è rimasta immobile e non ha fermato queste oppressioni" - riporta il messaggio. E Medici Senza Frontiere (MSF) considera la proposta di compensare le conseguenze sociali delle sanzioni ridistribuendo parte dei fondi attraverso l'Onu e altri organismi di aiuto internazionale una "proposta inaccettabile". "Se la decisione di sospendere l’aiuto spetta agli stati, gli attori umanitari non possono diventare un "palliativo sociale" di quelle misure ritorsive che danneggiano l’intera popolazione. Inoltre gli attori umanitari non hanno né la competenza, né le risorse o la responsabilità di sostituirsi all’Autorità Palestinese per assicurare l’erogazione dei servizi sociali" - riporta una nota di Medici Senza Frontiere.
Més informacióFont: Asia News, Médecins sans frontières Temes/Zones: [Ajuda] [Activisme] Imatge: Mamme palestinesi in un consultorio © Solidaridad Internacional
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13/04/2006
A new report from GRAIN looks at the power politics behind the bird flu, the global response to it and its consequences for the poor. The GRAIN report finds that the agencies of the UN at the forefront of the international response to the virus, both WHO and FAO, are pursuing top-down strategies for wiping out bird flu that in turn are wiping out the foundations for long term, pro-poor solutions in the process.
Més informacióTemes/Zones: [Agricultura] [Salut] [Malalties / Tractaments] |
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13/04/2006
A major United Nations meeting on the Asia-Pacific region discussed a two-track approach to cooperation focusing on both cross-border infrastructure development, such as highways and railways, and infrastructure investment like bonds and a development bank.
Més informacióTemes/Zones: [Àsia i Pacífic] [Europa] [Crèdit / Inversions] [Polítiques financeres] |
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10/04/2006
As the member nations of the UN discuss reforms at the United Nations, there is a strong demand to create a separate agency to deal with women's issues. Currently these issues are dispersed among several UN bodies - UNIFEM, UNFPA, DAW and many others.
Més informacióTemes/Zones: [Índia] [Capacitació] [Gènere] |
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07/04/2006
A 12 anni dal genocidio del Rwanda, in cui tra il 6 aprile ed il 19 luglio 1994 furono ammazzati 800 mila tutsi e hutu moderati proponiamo la testimonianza di Fabio Pipiato che ha vissuto come testimone diretto il genocidio. "L’inferno non può essere peggiore; vedi scene che ti fanno sprofondare di girone in girone. Senza pietà. Non c’è fine al peggio sino a trovarti in Paradiso. Mi spiego. La gente sorride, collabora. I bambini saltellano, indicano ai genociadari dove si sono rifugiati i loro coetanei tutsi come stessero giocando a nascondino. Le donne aiutano l’esercito a compilare la lista come fosse quella della spesa ed invece è la lista delle persone da eliminare. A migliaia. Uno studente delle superiori, vedendomi, mi grida: “E’ la nostra Rivoluzione Francese”. Altri “Libertà, libertà”. C’è raduno, folla, lo “stare assieme”. Tutti rubano di tutto. E’ finita la fame, l’oppressione, l’umiliazione d’essere figli di un dio minore" - scriveva Fabio. Giorni di terrore che la maggior parte degli organi di informazione ha voluto ignorare, relegando la tragedia che si svolgeva sotto gli occhi dell'intera comunità internazionale alla tesi di uno scontro tribale folle ed irrazionale.
Més informacióFont: Unimondo Temes/Zones: [Ruanda] [Racisme] [Conflictes] Imatge: Una croce sopra una fossa comune © Farah Stockman
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03/04/2006
In occasione della 1a giornata mondiale per la promozione delle azioni contro le mine, indetta dalle Nazioni Unite per il 4 aprile 2006, la Campagna Italiana Contro le Mine riceve gli auguri del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. “La significativa ricorrenza odierna sottolinea che, nonostante gli importanti risultati raggiunti nell’ultimo decennio, le mine antipersona continuano a provocare ogni anno numerosissime vittime e costituiscono un grave ostacolo allo sviluppo economico e sociale delle popolazioni in numerose regioni del mondo” - riporta la nota inviata dal Capo dello Stato alla Campagna Mine. In questa giornata le Nazioni Unite intendono richiamare l’attenzione del mondo intero sul complesso e variegato lavoro che viene quotidianamente svolto in numerosi paesi del mondo per eliminare la minaccia costituita dalla presenza di mine e di ordigni inesplosi e ricordano la necessità di assistere chi soffre a causa dell’uso e della presenza delle mine antipersona. La bonifica delle aree minate e le operazioni di supporto richiedono tempi lunghi e ingenti risorse e costano la vita ogni anno a diverse decine di sminatori.
Més informacióFont: International Campaign to Ban Landmines, Campagna Italiana Contro le Mine - ONLUS Temes/Zones: [Comerç d'armes] [Mines antipersona] Imatge: Mine
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