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03 Desembre 2008
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CRBM - Campagna per la riforma della Banca Mondiale

Coalizione di ONG di sviluppo, ambientaliste e di promozione dei diritti umani per informazione e advocacy sui progetti e le politiche della Banca mondiale e delle istituzioni finanziarie internazionali.

Primary web addresses
http://www.crbm.org
Main Address
Via Tommaso da Celano, 15 Scala A, Interno 5 - 00172 Roma
Country
Itàlia
Main Telephone
+39.06.78 26 855
Joined OneWorld
01/01/1999

Features
Donna nigeriana
09/12/2006 Mentre l'attenzione della Farnesina è concentrata sulla vicenda dei quattro tecnici dell'Eni rapiti in Nigeria, martedì scorso i Paesi del Comitato per l’assistenza allo sviluppo dell’Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica (OCSE) - tra cui l’Italia – hanno concordato l’inclusione di una parte dei 12,5 miliardi di dollari di ristrutturazione/cancellazione del debito, pari a 3,1 miliardi di dollari, nel computo dell’aiuto allo sviluppo per il 2006. "In pratica, una volta di più i Paesi ricchi cercano di gonfiare il proprio reale contributo a favore del dimezzamento della povertà tramite trucchetti contabili contrari non solo a ciò che è necessario, ma anche agli impegni internazionali assunti nel corso degli anni" - commenta Francesco Oddone di Eurodad. Secondo gli impegni presi alla conferenza di Monterrey del 2002 la cancellazione del debito non dovrebbe essere considerata nel computo degli aiuti allo sviluppo.
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Temes/Zones: [Nigèria] [Deute extern] [Activisme]
Image: Donna nigeriana
Greenpeace davanti alle filiali Unicredit di Milano - ©Greenpeace
20/10/2006 Il gruppo Unicredit e Deutsche Bank hanno informato la coalizione internazionale di organizzazioni non governative – in Italia Greenpeace e la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (CRBM) – di aver ritirato la partecipazione alla gara per finanziare due reattori nucleari nei pressi di Belene in Bulgaria. Si tratta di reattori di tipo sovietico VVER 1000/320 come quello che recentemente ha avuto un incidente a Temelin nella Repubblica Ceca. Nei giorni scorsi numerose azioni dimostrative erano state attuate in 23 Paesi dell'Europa e negli Stati Uniti per convincere il gruppo Unicredit a non erogare fondi per la realizzazione del rischiosissimo progetto di centrale nucleare di Belene, nel nord della Bulgaria: il sito individuato per la realizzazione del progetto si trova ai margini del Parco Naturale di Persina, in una zona rurale a forte sismicità.
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Temes/Zones: [Bulgària] [Polítiques financeres] [Activisme mediambiental] [Energia Nuclear]
Image: Greenpeace davanti alle filiali Unicredit di Milano - ©Greenpeace
Un momento della costruzione della centrale nucleare di Belene - foto AFP
16/10/2006 Numerose azioni dimostrative sono state attuate venerdi scorso in 23 Paesi dell'Europa e negli Stati Uniti per convincere il gruppo Unicredit a non erogare fondi per la realizzazione del rischioso progetto di centrale nucleare di Belene, nel nord della Bulgaria. In Italia attivisti della Campagna per la Riforma della Banca mondiale (CRBM), di Mani Tese e di Greenpeace hanno distribuito volantini e materiali informativi davanti alla sede centrale di Unicredit in Piazza Cordusio, a Milano, e nelle filiali di diverse altre città. L’opera, i cui costi si aggirano tra i 2 e i 3,5 miliardi di euro, non è considerata sicura perché sorgerebbe nei pressi di una zona altamente sismica, dove nel 1977 a causa di un terremoto morirono oltre 200 persone. Nonostante ciò da circa un anno l’Unicredit sta manifestando un forte interesse per il progetto, offrendosi di finanziare, direttamente o tramite le altre banche del gruppo, come la HVB , le imprese costruttrici Skoda e Atomstroyexport Consortium. "Un proposito sconcertante, visto che nei suoi siti web la banca si fa vanto di un comportamento responsabile, attento all’ambiente e al benessere delle persone" - commenta la Crbm
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Temes/Zones: [Polítiques financeres] [Activisme mediambiental] [Energia Nuclear]
Image: Un momento della costruzione della centrale nucleare di Belene - foto AFP



 
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